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15 Febbraio 2017

SOTTOSCRITTA INTESA TRA CONFIMI INDUSTRIA E CGIL CISL E UIL

Analizzate debolezze e opportunità del tessuto produttivo pugliese

Lunedì 6 febbraio, nella sede di Confimi Industria Puglia si sono incontrati per Confimi Industria il presidente Sergio Ventricelli e il Segretario generale Riccardo Figliolia e per CGIL, CISL e UIL rispettivamente i Segretari generali regionali Giuseppe Gesmundo, Daniela Fumarola e Aldo Pugliese. Le parti, dopo essersi dato reciproco atto del ruolo centrale che associazioni datoriali e sindacali continuano ad avere per assicurare un positivo e corretto sviluppo dei rapporti tra datori di lavoro e lavoratori, hanno effettuato una larga ricognizione sulle persistenti fragilità del tessuto produttivo regionale, ma anche sulle diverse opportunità concrete di sviluppo che il sistema di imprese pugliesi può cogliere per traguardare risultati migliori in termini di aumento occupazionale e crescita delle aziende. Quindi, hanno altresì preso atto del rinnovato clima di collaborazione instaurato dalle rispettive Confederazioni, con l'avvio di una positiva discussione in particolare sui temi della rappresentanza, del modello contrattuale e della contrattazione di categoria. Le parti hanno poi condiviso di intraprendere un percorso che veda al centro del loro specifico confronto i temi legati ai rapporti con le Istituzioni regionali, alla bilateralità, alla contrattazione decentrata. E, infine, di recepire le specifiche intese confederali sui temi della detassazione e delle molestie sui luoghi di lavoro. All'incontro hanno partecipato i dirigenti di Confimi Industria Carlo Pellicola, Michele Zema, Mario Celestino, Valentina Ventricelli, Tonio Laterza, Sofia Casamassima e Vito Cristallo.

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ULTIME news

30 Giugno 2021

POPOLARE BARI PERDE 1,4 MLD DA INIZIO 2019 A OTTOBRE 2020

Il Presidente Confimi Bari, Ventricelli: "fase delicata".

"E' una fase delicata. Vigileremo su quanto accade, assistendo le nostre aziende correntiste". Così Sergio Ventricelli, presidente di Confimi Bari Bat Foggia, dopo gli ultimi dati sulla Banca Popolare di Bari che, se da ottobre a dicembre 2020, ovvero nel periodo dell'amministrazione straordinaria, ha perso "solo" 13 milioni, nel medesimo periodo ha segnato un risultato negativo di circa 1,4 mld. Più nel dettaglio, l'assemblea dei soci del gruppo barese del 15 ottobre scorso che, nominando i nuovi vertici, aveva di fatto sancito la fine del commissariamento, aveva contestualmente approvato il bilancio dell’esercizio di amministrazione straordinaria per il periodo dal primo gennaio 2019 fino a quello stesso giorno, chiuso con una perdita di 1.399 milioni. Messa in archivio quella fase, è potuto cominciare il nuovo corso della Popolare di Bari, sotto le insegne della banca pubblica Mediocredito Italiano (Mcc, di proprietà di Invitalia), che per salire al controllo del 97% già dall’estate del 2020 aveva messo sul piatto 430 milioni.

20 Aprile 2021

L’89% delle pmi manifatturiere non licenzierà

Un'indagine di Confimi. Ventricelli: "messaggio forte"

L’89% delle pmi manifatturiere non licenzierà. L’89% degli imprenditori non è interessato al superamento del blocco dei licenziamenti perché non lasceranno a casa i propri dipendenti. Non solo. Il 32% delle imprese ha in previsione nuove assunzioni. La manifattura, quindi, non licenzia, al contrario assume. "E' un messaggio forte - dice Sergio Ventricelli, presidente di Confimi Bari Bat Foggia e Vice Presidente Nazionale - al Paese e, soprattutto, alla classe dirigente. Nonostante un anno difficilissimo, noi imprenditori siamo qui, pronti a rilanciare: per il bene delle nostre aziende e dei nostri collaboratori" E per quell’11% che sarà costretto a licenziare (si parla per lo più di 1 o 2 addetti) esiste una forbice tra nord e sud, fa presente il Centro Studi Confimi: solo il 9% delle pmi del centro-nord ridurranno il personale contro un 18% del Mezzogiorno. I dati riportati sono il risultato di un'indagine del Centro Studi di Confimi Industria che ha intervistato nelle scorse settimane la base associativa, piccole e medie imprese del manifatturiero privato italiano. Nessun importante scostamento neppure sul fronte dell’occupazione femminile che nel suo complesso – seppur di alcune unità – sembra esser cresciuto (+1%) nel 2020 ed è destinato a farlo anche nel 2021. La pandemia ha acuito le difficoltà certo ma la macchina produttiva sembra esser ripartita: gli imprenditori del manifatturiero italiano, dopo la flessione dell’anno scorso che nel complesso ha portato a una perdita del fatturato intorno all’8% rispetto al 2019, prevedono di chiudere il 2021 con fatturati precovid.