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03 Agosto 2016

PROBLEMI INSOLUTI ALLE IMPRESE, ECCO LA PROPOSTA DI CONFIMI

Subito misure per aiutare le imprese manifatturiere a riscuotere tempestivamente i propri di crediti

Nel corso del mese di luglio Confimi Industria ha proseguito le proprie azioni di sensibilizzazione mirate all’introduzione di misure in grado di ridimensionare il problema degli insoluti subiti dalle imprese. Una recente indagine (Intrum Justizia – giugno 2016) conferma che il 75% degli insoluti è intenzionale. E’ ferma intenzione di Confimi di fare il possibile per invertire tale tendenza anche perché le recenti misure a sostegno della banche, già oggetto di critica da parte della Confederazione, impongono di trovare soluzioni in grado di ridurre il grado di dipendenza delle imprese dagli istituti di credito. In tal senso lunedì scorso la Confederazione ha scritto anche al Ministro del MEF Padoan e ai Viceministri Casero e Zanetti affinché il Governo, dopo aver “sistemato” i crediti in sofferenza delle banche, si faccia ora promotore anche di misure che aiutino le imprese manifatturiere a riscuotere tempestivamente i propri di crediti. In questa direzione va la proposta di Confimi (già promossa a giugno 2015) che alleghiamo nella versione aggiornata presentata in queste settimane in sede ministeriale e parlamentare.

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ULTIME news

30 Giugno 2021

POPOLARE BARI PERDE 1,4 MLD DA INIZIO 2019 A OTTOBRE 2020

Il Presidente Confimi Bari, Ventricelli: "fase delicata".

"E' una fase delicata. Vigileremo su quanto accade, assistendo le nostre aziende correntiste". Così Sergio Ventricelli, presidente di Confimi Bari Bat Foggia, dopo gli ultimi dati sulla Banca Popolare di Bari che, se da ottobre a dicembre 2020, ovvero nel periodo dell'amministrazione straordinaria, ha perso "solo" 13 milioni, nel medesimo periodo ha segnato un risultato negativo di circa 1,4 mld. Più nel dettaglio, l'assemblea dei soci del gruppo barese del 15 ottobre scorso che, nominando i nuovi vertici, aveva di fatto sancito la fine del commissariamento, aveva contestualmente approvato il bilancio dell’esercizio di amministrazione straordinaria per il periodo dal primo gennaio 2019 fino a quello stesso giorno, chiuso con una perdita di 1.399 milioni. Messa in archivio quella fase, è potuto cominciare il nuovo corso della Popolare di Bari, sotto le insegne della banca pubblica Mediocredito Italiano (Mcc, di proprietà di Invitalia), che per salire al controllo del 97% già dall’estate del 2020 aveva messo sul piatto 430 milioni.

20 Aprile 2021

L’89% delle pmi manifatturiere non licenzierà

Un'indagine di Confimi. Ventricelli: "messaggio forte"

L’89% delle pmi manifatturiere non licenzierà. L’89% degli imprenditori non è interessato al superamento del blocco dei licenziamenti perché non lasceranno a casa i propri dipendenti. Non solo. Il 32% delle imprese ha in previsione nuove assunzioni. La manifattura, quindi, non licenzia, al contrario assume. "E' un messaggio forte - dice Sergio Ventricelli, presidente di Confimi Bari Bat Foggia e Vice Presidente Nazionale - al Paese e, soprattutto, alla classe dirigente. Nonostante un anno difficilissimo, noi imprenditori siamo qui, pronti a rilanciare: per il bene delle nostre aziende e dei nostri collaboratori" E per quell’11% che sarà costretto a licenziare (si parla per lo più di 1 o 2 addetti) esiste una forbice tra nord e sud, fa presente il Centro Studi Confimi: solo il 9% delle pmi del centro-nord ridurranno il personale contro un 18% del Mezzogiorno. I dati riportati sono il risultato di un'indagine del Centro Studi di Confimi Industria che ha intervistato nelle scorse settimane la base associativa, piccole e medie imprese del manifatturiero privato italiano. Nessun importante scostamento neppure sul fronte dell’occupazione femminile che nel suo complesso – seppur di alcune unità – sembra esser cresciuto (+1%) nel 2020 ed è destinato a farlo anche nel 2021. La pandemia ha acuito le difficoltà certo ma la macchina produttiva sembra esser ripartita: gli imprenditori del manifatturiero italiano, dopo la flessione dell’anno scorso che nel complesso ha portato a una perdita del fatturato intorno all’8% rispetto al 2019, prevedono di chiudere il 2021 con fatturati precovid.