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20 Aprile 2021

L’89% delle pmi manifatturiere non licenzierà

Un'indagine di Confimi. Ventricelli: "messaggio forte"

L’89% delle pmi manifatturiere non licenzierà. L’89% degli imprenditori non è interessato al superamento del blocco dei licenziamenti perché non lasceranno a casa i propri dipendenti. Non solo. Il 32% delle imprese ha in previsione nuove assunzioni. La manifattura, quindi, non licenzia, al contrario assume. "E' un messaggio forte - dice Sergio Ventricelli, presidente di Confimi Bari Bat Foggia e Vice Presidente Nazionale - al Paese e, soprattutto, alla classe dirigente. Nonostante un anno difficilissimo, noi imprenditori siamo qui, pronti a rilanciare: per il bene delle nostre aziende e dei nostri collaboratori" E per quell’11% che sarà costretto a licenziare (si parla per lo più di 1 o 2 addetti) esiste una forbice tra nord e sud, fa presente il Centro Studi Confimi: solo il 9% delle pmi del centro-nord ridurranno il personale contro un 18% del Mezzogiorno. I dati riportati sono il risultato di un'indagine del Centro Studi di Confimi Industria che ha intervistato nelle scorse settimane la base associativa, piccole e medie imprese del manifatturiero privato italiano. Nessun importante scostamento neppure sul fronte dell’occupazione femminile che nel suo complesso – seppur di alcune unità – sembra esser cresciuto (+1%) nel 2020 ed è destinato a farlo anche nel 2021. La pandemia ha acuito le difficoltà certo ma la macchina produttiva sembra esser ripartita: gli imprenditori del manifatturiero italiano, dopo la flessione dell’anno scorso che nel complesso ha portato a una perdita del fatturato intorno all’8% rispetto al 2019, prevedono di chiudere il 2021 con fatturati precovid.

ULTIME news

30 Giugno 2021

POPOLARE BARI PERDE 1,4 MLD DA INIZIO 2019 A OTTOBRE 2020

Il Presidente Confimi Bari, Ventricelli: "fase delicata".

"E' una fase delicata. Vigileremo su quanto accade, assistendo le nostre aziende correntiste". Così Sergio Ventricelli, presidente di Confimi Bari Bat Foggia, dopo gli ultimi dati sulla Banca Popolare di Bari che, se da ottobre a dicembre 2020, ovvero nel periodo dell'amministrazione straordinaria, ha perso "solo" 13 milioni, nel medesimo periodo ha segnato un risultato negativo di circa 1,4 mld. Più nel dettaglio, l'assemblea dei soci del gruppo barese del 15 ottobre scorso che, nominando i nuovi vertici, aveva di fatto sancito la fine del commissariamento, aveva contestualmente approvato il bilancio dell’esercizio di amministrazione straordinaria per il periodo dal primo gennaio 2019 fino a quello stesso giorno, chiuso con una perdita di 1.399 milioni. Messa in archivio quella fase, è potuto cominciare il nuovo corso della Popolare di Bari, sotto le insegne della banca pubblica Mediocredito Italiano (Mcc, di proprietà di Invitalia), che per salire al controllo del 97% già dall’estate del 2020 aveva messo sul piatto 430 milioni.

02 Febbraio 2021

“LO SVILUPPO? RIMETTIAMO AL CENTRO LA MECCANICA”

Le idee e i progetti del presidente di Confimi Meccanica Puglia, Carlo Pellicola

“Come nativo di Altamura non posso che confermare quanto essa sia una città che rimane avvezza tanto alla manifattura quanto all’export Made In Italy, con la garanzia dell’operosità di un territorio, che esprime un rapporto equilibrato e sinergico tra finanza e lavoro. La grande presenza di gruppi industriali importanti assicura al territorio ottime capacità di sviluppo dell’area, in cui una parte della ricchezza è destinata al risparmio gestito, l’altra agli impieghi di capitale". Così, Carlo Pellicola, presidente di Confimi Meccanica Puglia e vice presidente nazionale di Confimi Meccanica, sullo sviluppo del territorio murgiano e pugliese". Sul territorio altamurano, al 31 dicembre 2019 il risparmio gestito ammontava a 1,6 miliardi di euro e gli impieghi di capitale erano 1 miliardo: un dato che evidenzia un’ottima propensione tanto al risparmio quanto agli investimenti. "Peraltro - continua Pellicola - la filiera agroalimentare esprimendo eccellenze locali vanta oggi, una capacità produttiva complessiva imponente, con fatturati di assoluto rilievo nella distribuzione dei prodotti locali, come ad esempio, il pane DOP di Altamura. Nell’industria agroalimentare, come tuttavia avviene in tanti altri comparti produttivi nazionali, non si può prescindere dalla meccanica quanto dalla metalmeccanica. Infatti la maggior parte del successo del nostro territorio e di tutto il paese, passa dall’impegno profuso dei nostri gruppi industriali. Il che mi vede protagonista in prima linea tanto come imprenditore del settore, quanto oggi come vice presidente nazionale di Confimi Meccanica. Il mio impegno per i prossimi tre anni? Far brillare il ruolo e la posizione che merita il comparto, in cui si contano tanti luoghi di lavoro, centinaia di stabilimenti e migliaia di persone addette su tutto il territorio nazionale”.