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11 Ottobre 2016

IN ETIOPIA IL FORUM SUGLI INVESTIMENTI DELL’AGRO-INDUSTRIA

Ad Addis Abeba l'evento organizzato dall'UNIDO ha visto una rappresentanza di Confimi Puglia

Il presidente di Confimi Puglia Sergio Ventricelli ha partecipato ad Addis Abeba al primo Forum internazionale in Etiopia sugli investimenti nel settore dell’agro-industria promosso dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO). Dopo quella a Cuba nello scorso mese di maggio, è la seconda missione che vede una rappresentanza dell'associazione esplorare le nuove opportunità dei mercati internazionali. L'Etiopia che richiama ormai molti investitori nel settore manifatturiero, attirando miliardi di dollari, da qualche giorno è nuovamente collegata al mare grazie alla nuova linea ferrovia con Gibuti. Con gli investimenti esteri diretti che fluiscono verso il Paese pari a oltre 2 miliardi di dollari nel solo 2015, l'Etiopia sta diventando un punto di riferimento per gli investitori, in particolare nel settore tessile e dell'abbigliamento All'evento hanno partecipato, tra gli altri, Li Yong, direttore generale dell'UNIDO, il ministro dell'Industria etiope, Ahmed Abtew e Laura Frigenti direttrice dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Presentate, infine, le opportunità di investimento in aree non ancora sfruttate dell'Etiopia, dove sono previsti quattro nuovi parchi agro-industriali integrati. UNIDO ITPO Italy ne seguirà la fase di follow-up, supportando le negoziazioni con le aziende etiopi e le manifestazioni di interesse.

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ULTIME news

30 Giugno 2021

POPOLARE BARI PERDE 1,4 MLD DA INIZIO 2019 A OTTOBRE 2020

Il Presidente Confimi Bari, Ventricelli: "fase delicata".

"E' una fase delicata. Vigileremo su quanto accade, assistendo le nostre aziende correntiste". Così Sergio Ventricelli, presidente di Confimi Bari Bat Foggia, dopo gli ultimi dati sulla Banca Popolare di Bari che, se da ottobre a dicembre 2020, ovvero nel periodo dell'amministrazione straordinaria, ha perso "solo" 13 milioni, nel medesimo periodo ha segnato un risultato negativo di circa 1,4 mld. Più nel dettaglio, l'assemblea dei soci del gruppo barese del 15 ottobre scorso che, nominando i nuovi vertici, aveva di fatto sancito la fine del commissariamento, aveva contestualmente approvato il bilancio dell’esercizio di amministrazione straordinaria per il periodo dal primo gennaio 2019 fino a quello stesso giorno, chiuso con una perdita di 1.399 milioni. Messa in archivio quella fase, è potuto cominciare il nuovo corso della Popolare di Bari, sotto le insegne della banca pubblica Mediocredito Italiano (Mcc, di proprietà di Invitalia), che per salire al controllo del 97% già dall’estate del 2020 aveva messo sul piatto 430 milioni.

20 Aprile 2021

L’89% delle pmi manifatturiere non licenzierà

Un'indagine di Confimi. Ventricelli: "messaggio forte"

L’89% delle pmi manifatturiere non licenzierà. L’89% degli imprenditori non è interessato al superamento del blocco dei licenziamenti perché non lasceranno a casa i propri dipendenti. Non solo. Il 32% delle imprese ha in previsione nuove assunzioni. La manifattura, quindi, non licenzia, al contrario assume. "E' un messaggio forte - dice Sergio Ventricelli, presidente di Confimi Bari Bat Foggia e Vice Presidente Nazionale - al Paese e, soprattutto, alla classe dirigente. Nonostante un anno difficilissimo, noi imprenditori siamo qui, pronti a rilanciare: per il bene delle nostre aziende e dei nostri collaboratori" E per quell’11% che sarà costretto a licenziare (si parla per lo più di 1 o 2 addetti) esiste una forbice tra nord e sud, fa presente il Centro Studi Confimi: solo il 9% delle pmi del centro-nord ridurranno il personale contro un 18% del Mezzogiorno. I dati riportati sono il risultato di un'indagine del Centro Studi di Confimi Industria che ha intervistato nelle scorse settimane la base associativa, piccole e medie imprese del manifatturiero privato italiano. Nessun importante scostamento neppure sul fronte dell’occupazione femminile che nel suo complesso – seppur di alcune unità – sembra esser cresciuto (+1%) nel 2020 ed è destinato a farlo anche nel 2021. La pandemia ha acuito le difficoltà certo ma la macchina produttiva sembra esser ripartita: gli imprenditori del manifatturiero italiano, dopo la flessione dell’anno scorso che nel complesso ha portato a una perdita del fatturato intorno all’8% rispetto al 2019, prevedono di chiudere il 2021 con fatturati precovid.