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25 Ottobre 2016

IL PRESIDENTE VENTRICELLI COORDINATORE DI CONFIMI “INDUSTRIA GRAFICA”

A Roma, nella sede di Confimi Industria, tracciate le linee guida, tra cui un piano industriale per la cultura

Il presidente di Confimi Puglia Sergio Ventricelli è il nuovo coordinatore nazionale della Categoria “Grafica-Editoria-Comunicazione” di Confimi Industria. Barese, 41 anni, imprenditore nel settore degli allestimenti, comunicazione ed editoria, Ventricelli ha individuato per il suo mandato, cinque linee guida: internazionalizzazione, defiscalizzazione per zone produttivo-commerciali, piano industriale per il settore della cultura, innovazione tecnologica e digitalizzazione, cantierizzazione e sviluppo di mirate progettualità settoriali in sinergia con i ministeri dell'Università e dei Beni Culturali. "Il mondo della comunicazione - sostiene Ventricelli - è attraversato da un profondo cambiamento che non è certo soltanto di valenza congiunturale economico-finanziaria. Superata la crisi e assestata l’evoluzione del settore in una rinnovata ottica, il mercato della comunicazione comunque non sarà più quello che si è familiarmente conosciuto fino ad adesso. Il calo strutturale dell’attuale mercato evidenzia la necessità di attività di scouting mirate verso nuovi modelli di business. Siamo però altresì consapevoli che stante l’incertezza sulla direzione che prenderà l’evoluzione del settore, lo stesso non permette ancora di conoscere quale sarà il modello di sviluppo del prossimo futuro su cui poter puntare con un rischio imprenditoriale ponderato. Fermo restando il dato di fatto oggettivo che nella produzione dei contenuti l’innovazione tecnologica rappresenta, altresì, una leva competitiva chiave".

ULTIME news

30 Giugno 2021

POPOLARE BARI PERDE 1,4 MLD DA INIZIO 2019 A OTTOBRE 2020

Il Presidente Confimi Bari, Ventricelli: "fase delicata".

"E' una fase delicata. Vigileremo su quanto accade, assistendo le nostre aziende correntiste". Così Sergio Ventricelli, presidente di Confimi Bari Bat Foggia, dopo gli ultimi dati sulla Banca Popolare di Bari che, se da ottobre a dicembre 2020, ovvero nel periodo dell'amministrazione straordinaria, ha perso "solo" 13 milioni, nel medesimo periodo ha segnato un risultato negativo di circa 1,4 mld. Più nel dettaglio, l'assemblea dei soci del gruppo barese del 15 ottobre scorso che, nominando i nuovi vertici, aveva di fatto sancito la fine del commissariamento, aveva contestualmente approvato il bilancio dell’esercizio di amministrazione straordinaria per il periodo dal primo gennaio 2019 fino a quello stesso giorno, chiuso con una perdita di 1.399 milioni. Messa in archivio quella fase, è potuto cominciare il nuovo corso della Popolare di Bari, sotto le insegne della banca pubblica Mediocredito Italiano (Mcc, di proprietà di Invitalia), che per salire al controllo del 97% già dall’estate del 2020 aveva messo sul piatto 430 milioni.

20 Aprile 2021

L’89% delle pmi manifatturiere non licenzierà

Un'indagine di Confimi. Ventricelli: "messaggio forte"

L’89% delle pmi manifatturiere non licenzierà. L’89% degli imprenditori non è interessato al superamento del blocco dei licenziamenti perché non lasceranno a casa i propri dipendenti. Non solo. Il 32% delle imprese ha in previsione nuove assunzioni. La manifattura, quindi, non licenzia, al contrario assume. "E' un messaggio forte - dice Sergio Ventricelli, presidente di Confimi Bari Bat Foggia e Vice Presidente Nazionale - al Paese e, soprattutto, alla classe dirigente. Nonostante un anno difficilissimo, noi imprenditori siamo qui, pronti a rilanciare: per il bene delle nostre aziende e dei nostri collaboratori" E per quell’11% che sarà costretto a licenziare (si parla per lo più di 1 o 2 addetti) esiste una forbice tra nord e sud, fa presente il Centro Studi Confimi: solo il 9% delle pmi del centro-nord ridurranno il personale contro un 18% del Mezzogiorno. I dati riportati sono il risultato di un'indagine del Centro Studi di Confimi Industria che ha intervistato nelle scorse settimane la base associativa, piccole e medie imprese del manifatturiero privato italiano. Nessun importante scostamento neppure sul fronte dell’occupazione femminile che nel suo complesso – seppur di alcune unità – sembra esser cresciuto (+1%) nel 2020 ed è destinato a farlo anche nel 2021. La pandemia ha acuito le difficoltà certo ma la macchina produttiva sembra esser ripartita: gli imprenditori del manifatturiero italiano, dopo la flessione dell’anno scorso che nel complesso ha portato a una perdita del fatturato intorno all’8% rispetto al 2019, prevedono di chiudere il 2021 con fatturati precovid.